Descrizione
Indicazioni
- Lombosciatalgia persistente
- sospetta ernia
- Compressione midollare
- Sclerosi Multipla
- Mieloma Multiplo
- Studio di metastasi
- Parestesia arto superiore/inferiore dx/sn
Assenza di indicazioni
Valutazione dell’esame
Valutazione del caso
Esami di laboratorio
Imaging
Preparazione del paziente
Materiali
Esecuzione dell’esame
Protocollo
- T1 sagittale
- T2 sagittale
- STIR sagittale
- Assiali (prima o dopo mdc a seconda del quesito)
- T1 sagittale post-mdc
- Per SM → no soppressione del grasso
- Per metastasi → con soppressione del grasso
- Opzionali
Gestione clinica durante l’esame
Controllo post-esame
Lettura e reperti
Osso --> Dischi intervertebrali -->Midollo e nervi
Refertazione
- Indicazione
- Consenso
- Previa acquisizione del consenso informato
- Intensità di campo magnetico
- Intensità di campo magnetico: 3 tesla.
- Intensità di campo magnetico: 1,5 tesla.
- Sequenze
- Sono state eseguite sequenze T1w, T2w e STIR basali; lo studio è stato condotto ricorrendo a tecniche di soppressione degli artefatti metallici nelle sole condizioni basali (eGFR 30).
- L'indagine stata condotta per lo studio di tutto il rachide con sequenze T1, T2 e STIR secondo scansioni sagittali ed assiali.
- Esame condotto con tecnica TSE e STIR; sono state eseguite acquisizioni sagittali pesate T1 e T2, anche con soppressione del segnale del grasso, ed assiali pesate in T2.
- Mezzo di contrasto
- Qualità dell'esame
- Esame parzialmente disturbato dalla presenza di artefatti da movimento.
- Reperti
- Esiti chirurgici
- Si osservano gli esiti di artrodesi L3-L4-L5 con posizionamento di cage discali a L3-L4 e L4-L5.
- Colonna vertebrale
- Rachide in asse
- Il rachide è in asse e presenta fisiologica lordosi lombare
- Il rachide dorso-lombare è in asse, le fisiologiche curvature sono sostanzialmente conservate.
- Regolare allineamento ed atteggiamento dei metameri esplorati.
- Riduzione lordosi lombare
- Il rachide è in asse, con riduzione della fisiologica lordosi lombare
- Rettilineizzazione del rachide
- La fisiologica curva di lordosi cervicale è ridotta con tendenza alla rettilineizzazione.
- I metameri cervicali ed i primi tre dorsali sono regolarmente allineati e hanno normali rapporti articolari. Si osserva atteggiamento rettilineizzato con accenno all'inversione della fisiologica lordosi con fulcro in C5-C6.
- Allineamento muri somatici posteriori
- Non si osservano disallineamenti dei muri somatici posteriori.
- Non si osservano cedimenti vertebrali né disallineamenti del muro somatico posteriore.
- Rachide in asse
- Somi vertebrali
- Negativo
- Non si osservano cedimenti né disallineamenti dei metameri
- Le strutture disco-somatiche conservano regolare altezza e intensità di segnale.
- Non sono presenti significative alterazioni morfologiche del segnale a carico dei metameri ossei.
- Non si rilevano segni di spondilodiscite.
- Corpo vertebrale deformato
- Il corpo di L3 è deformato centralmente, con riduzione del 50 % circa di altezza del soma. Il muro posteriore di L3 è inoltre lievemente deformato con lieve bulging posteriore.
- Fenomeni degenerativi | Spondiloartrosi
- Si osservano fenomeni degenerativi a carico dei somi di L4 e L5
- Si riconoscono diffusi segni di spondiloartrosi con riduzione di ampiezza degli spazi discali in sede medio-cervicale con associate protrusioni discali più evidenti in L3-L4 e C3-C4.
- Si rilevano fenomeni degenerativi prevalenti nel tratto lombare in quadro di spondiloartrosi diffusa.
- A tutti i livelli si riconoscono irregolarità degenerative delle limitanti somatiche caratterizzata da apposizioni osteofitosiche a prevalente sviluppo anteriore.
- Angiomi
- Sono altresì rilevabili sporadiche formazioni angiomatose a livello di alcuni corpi vertebrali, a componente mista, ed in particolare in D11 e D6.
- Sacralizzazione di L5
- A L5-S1 lo spazio presenta aspetto "ipomobile" come da variante transizionale di cerniera, più verosimilmente una sacralizzazione della L5.
- Spondilodiscite
- Alterazione del segnale caratterizzata da ipointensità T1, disomogenietà T2 e iperintensità T2-STIR a carico dei corpi di L4-L5 e del disco intersomatico corrispondente; espressione di edema della spongiosa. Concomita irregolarità del profilo somatico con riduzione di altezza e quasi completa scomparsa del disco L4-L5. Dopo inieizione di MdC è presente un'importante impregnazione contrastografica somatica ed intersomatica a tali livelli, con estensione anche al disco L5-S1, in particolare in sede posteriore, espressione di flogosi.
- Metastasi
- A livello del soma di D6, sul versanto laterale destro, si osserva lesione del diametro di 24 mm, a carattere suggestivo di secondarietà (segnale ipointenso in T1, misto in T2 e iperintenso in STIR) con segni di erosione del margine somatico superiore senza evidenti segni di deformazione o crollo vertebrale.
- Sono presenti estese alterazioni di segnale di aspetto disomogeneo, con coinvolgimento dell'emisoma anteriore di D8 e del peduncolo destro, di D12 e L3 ed L5, caratterizzate da iperintensità di segnale nella sequenza STIR con iso- ipointensità in T1. Il quadro descritto orienta per la presenza di sostituzione midollare a carattere infiltrativo.
- Negativo
- Canale vertebrale
- Forami di coniugazione
- Non si osservano restringimenti del canale vertebrale e i forami di coniugazione hanno regolare ampiezza.
- Dischi intervertebrali
- Negativo
- I dischi intersomatici hanno segnale, spessore e posizione normali.
- Le strutture disco-somatiche conservano regolare altezza e intensità di segnale.
- Edema della spongiosa
- Fluido discale
- Tessuto infiammatorio paravertebrale/intracanalare
- Protrusioni discali
- Moderata stenosi centrale degenerativa dello speco che determina un lieve affastellamento delle radici della cauda
- Nei rimanenti spazi si osservano protrusioni ad ampio raggio apparentemente prive di ripercussioni radicolari
- Plurime protrusioni discali ad ampio raggio, a livello L2-L3 e L4-L5, con impegno dello spazio liquorale anteriore e con impegno dei recessi inferiori dei forami di coniugazione, da ambo i lati.
- Tra L4 ed L5 ed L5-S1 coesistono protrusioni discali ad ampio raggio con impronta sulla porzione anteriore del sacco durale con riduzione dei diametri del canale vertebrale su base degenerativa.
- I dischi intersomatici L2-L3 e L4-L5 sono disidratati ed assottigliati e sporgono posteriormente all'interno del lume rachideo, improntando il sacco durale in sede anteriore.
- Ernia discale
- Ernia discale mediana, a livello di L5-S1, con impegno dello spazio liquorale anteriore e impronta sul sacco durale.
- A livello del disco C5-C6 è presente una piccola focalità erniaria postero-laterale destra che giunge in stretta contiguità con la radice C6 omolaterale.
- A livello C7-D1 si osserva una protrusione disco-osteofitaria posteriore a larga base che riduce la rappresentazione degli spazi liquorali perimidollari anteriori in assenza di conflitti disco-radicolari o compressioni sul midollo.
- A livello L5-S1 concomita focalità erniaria postero-laterale destra che impronta il sacco durale a livello dell'emergenza della radice S1 omolaterale.
- Negativo
- Midollo vertebrale
- Negativo
- Il midollo cervicale conserva regolare morfologia e intensità di segnale.
- Il midollo spinale compreso nell'indagine da C5 presenta normale morfologia ed è privo di alterazioni di segnale. Il cono midollare si colloca all'altezza di L1.
- Il midollo spinale presenta morfologia e intensità di segnale regolari nel tratto esaminato; il cono midollare, normoposto, si colloca all'altezza di T12.
- Cono midollare
- Il cono midollare e le radici della cauda sono regolari
- Il cono midollare e le radici della cauda equina hanno morfologia e intensità di segnale normali.
- Midollo spinale improntato
- Il midollo spinale appare improntato anteriormente in sede mediocervicale ma presenta intensità di segnale ovunque regolare.
- Canale stretto midollare
- Si conferma quadro di "canale stretto" per brevità congenita dei peduncoli degi metameri lombari, cui si associa ipertrofia dei massicci articolari posteriori.
- Negativo
- Muscoli paravertebrali
- Negativo
- I muscoli paravertebrali inclusi sono sufficientemente trofici.
- Ascesso dello psoas
- Negativo
- Esiti chirurgici
- Reperti collaterali
- Regioni encefalo-midollari nella norma
- Le regioni encefalo-midollari incluse nello studio conservano segnale e morfologia normali.
- Fibromiomatosi uterina
- Si segnala, occasionalmente, marcata fibromiomatosi uterina con modesto versamento al Douglas.
- Regioni encefalo-midollari nella norma
- Negativi generici
- Non sono presenti ulteriori impregnazioni contrastografiche a carico dei metameri ossei; in particolare non si riconoscono alterazioni di natura spondilodiscitica.
Referti prefatti
RM COLONNA LOMBOSACRALE | NEGATIVO
Indicazione: lombosciatalgia destra persistente
Tecnica: T1w, T2w, STIR basali.
Non si evidenziano ernie discali, né stenosi dello speco o cedimenti vertebrali.
I muri posteriori sono in asse.
I dischi intervertebrali hanno regolare altezza ed intensità di segnale.
Il cono midollare e le radici della cauda sono regolari.
Il midollo osseo e i muscoli paraverterbali sono trofici.
RM COLONNA CERVICALE | ERNIA CERVICALE
Quesito diagnostico: "Paziente che presenta cervicalgia, vertigini e nausea"
L'esame è stato eseguito con acquisizioni orientate sui piani assiali e sagittali mediante sequenze T1, T2-pesate e STIR.
Intensità campo magnetico: 3T.
Si osserva un regolare aspetto della cerniera cranio-cervicale.
La fisiologica curva di lordosi cervicale è ridotta con tendenza alla rettilineizzazione.
Non si osservano cedimenti vertebrali né disallineamenti del muro somatico posteriore.
A livello C7-D1 si osserva una protrusione disco-osteofitaria posteriore a larga base che riduce la rappresentazione degli spazi liquorali perimidollari anteriori in assenza di conflitti disco-radicolari o compressioni sul midollo.
Non si osservano ulteriori restringimenti del canale vertebrale e i forami di coniugazione hanno regolare ampiezza.
Il midollo cervicale conserva regolare morfologia e intensità di segnale.